Luigi Lanzi

Nato a Treia (allora Montecchio), nel giugno del 1732, figlio di Bartolomea Firmani e del medico Gaetano Lanzi, a cinque anni fu colpito da una grave malattia – forse il vaiolo – e la sua guarigione, che secondo alcuni ebbe del miracoloso, venne attribuita all’intercessione di San Luigi Gonzaga. La famiglia, già intenzionata ad avviare il bambino verso la carriera ecclesiastica, decise di affidarlo alla Compagnia di Gesù. Nel 1744 si trasferì a Fermo e studiò presso il Collegio dei Gesuiti dove nel 1747 ricevette la tonsura. Nel novembre del 1749 si recò a Roma, indossò l’abito della Compagnia di Gesù ed iniziò ad insegnare, attività che condusse fino al 1773 quando l’Ordine fu soppresso. Nel 1775 assunse la carica di antiquario della Galleria degli Uffizi di Firenze e, dal 1780, fu membro della commissione che si occupò di riordinare e rammodernare la galleria granducale. Tra le sue opere ricordiamo: La Real Galleria di Firenze accresciuta e riordinata (1782); Notizie preliminari circa la scoltura degli antichi e vari suoi stili (nel 1785 in inglese e nel 1789 in italiano); Saggio di lingua Etrusca e di altre antiche d’Italia; De’ vasi antichi dipinti volgarmente chiamati etruschi (nel 1801); Storia pittorica della Italia inferiore (del 1792); Storia pittorica della Italia (1795-96). Nel 1798, con l’arrivo dei francesi lasciò Firenze per raggiungere Udine dove fu ospite dei Barnabiti. Tornò in riva all’Arno nel 1801 e nel 1808 ottenne la presidenza della sezione della Crusca. Da quel momento, le sue condizioni di salute peggiorarono sistematicamente a causa di gravi disturbi alla vista e alle articolazioni. Morì nel capoluogo toscano nel marzo del 1810.

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